Contro la violenza sulle donne, progetto nelle scuole

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 7 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione numero 54/134.

La data è fortemente simbolica, poiché il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana furono uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche, per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo.

Puoi leggere la storia delle sorelle Mirabal cliccando qui

Se la giornata del 25 novembre è importante per contrastare la violenza contro le donne, allora i restanti 364 giorni dell’anno sono fondamentali, poiché è nelle azioni quotidiane che facciamo la differenza.

Da quasi un decennio i professionisti dell’associazione Dare Voce al Silenzio operano a favore dei diritti di minori e donne, con progetti che hanno il chiaro obiettivo di prevenire e contrastare ogni forma di violenza.

Infatti negli anni i professionisti di Dare Voce al Silenzio, attraverso incontri e progetti hanno coinvolto 2.700 insegnanti provenienti da 472 istituti del Piemonte.

Attraverso il progetto “Prima di… il Rispetto come antidoto alla violenza”, il 7 novembre 2023, presso il Convitto Umberto I di Torino, insieme a circa 170 alunni delle seconde e terze classi della secondaria di 1° grado abbiamo affrontato il tema del bullismo, con grande partecipazione da parte dei ragazzi.

violenza sulle donne

Il 28 novembre saremo di nuovo al Convitto Umberto I per affrontare insieme agli alunni il tema della violenza sulle donne che, come vediamo a breve, è un fenomeno ancora troppo sottovalutato.

Il progetto, ideato dall’associazione Dare Voce al Silenzio, guidata fin dalla sua nascita dalla dott.ssa Manuela Segre, è stato tarato su linguaggi e stili dei ragazzi.

Partecipano attivamente al progetto:

  • la Presidente dott.ssa Manuela Segre
  • il Vicepresidente Fabrizio Volpato, dal 2 agosto 1982 in servizio presso Polizia Municipale di Torino
  • l’avvocato Michela Ferrara

L’obiettivo del progetto “Prima di… il Rispetto come antidoto alla violenza”, è fare prevenzione per i giovani promuovendo valori sacri come rispetto e uguaglianza, gli anticorpi necessari a combattere la violenza.


Perché la violenza va sempre rifiutata, in ogni sua forma, invece di arrenderci considerandola un male inestirpabile.

Violenza contro le donne

La violenza contro le donne è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse e non sempre viene denunciata, a causa di stereotipi di genere, silenzio, stigmatizzazione o vergogna.

La violenza contro le donne è la manifestazione di un meccanismo sociale di discriminazione e dominio, che schiaccia le donne in una posizione subordinata rispetto agli uomini, impedendone sia la libertà che l’avanzamento sociale.

La violenza contro le donne implica qualsiasi atto di violenza di genere che può provocare sofferenze e danni fisici, psicologici e sessuali, incluse minacce di atti violenti, la privazione della libertà e la coercizione sia nella vita privata che pubblica.

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre iniziano anche i 16 giorni di attivismo sulla violenza di genere, che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani, il 10 dicembre di ogni anno.

Questo periodo comprende date importanti, come il massacro del Politecnico di Montréal, in Canada, quando il 6 dicembre 1989 lo studente Marc Lépine sparò a 28 donne uccidendone 14, affermando di voler combattere il femminismo.

Anche se sono stati fatti diversi passi avanti c’è ancora molto da fare, poiché come vediamo a breve, i dati in merito alla violenza sulle donne sono allarmanti.

La violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento della pace, dell’uguaglianza e dello sviluppo dell’umanità.

I dati globali pubblicati nel 2013 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla violenza contro le donne, oltre a documentarne gli effetti psicofisici ha rilevato due distinte forma di violenza:

  • quella compiuta dal partner
  • quella compiuta da soggetti diversi come conoscenti, amici, estranei o altri membri della famiglia.

I dati globali indicano come il 36,6% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale dal proprio partner o violenza sessuale da un soggetto diverso.

Le conseguenze sono drammatiche, poiché le donne vittime di violenza hanno il doppio delle probabilità di soffrire di depressione rispetto alle altre donne, più del doppio delle probabilità di soffrire di malattie mentali e alcolismo, di contrarre malattie virali oltre che maggiormente esposte al suicidio.

In Italia, l’indagine ISTAT ha evidenziato come il 31,5% delle donne italiane tra i 16 e 70 anni ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Per ciò che concerne le molestie sul lavoro, un rapporto del 2018 indica come 1.100.000 donne, ovvero il 7,5% delle lavoratrici ha subito ricatti sessuali per ottenere un lavoro, mantenerlo o per fare carriera.

Inoltre la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, secondo i dati del Ministero dell’Interno evidenzia come durante il lockdown la violenza di genere sia aumentata in modo sommerso, a causa delle maggiori difficoltà delle donne di denunciare.

dare voce al silenzio

Come detto prima, anche sono stati fatti dei passi avanti c’è ancora molto da fare, ogni giorno dell’anno.

Per questo i professionisti di Dare Voce al Silenzio, da quasi un decennio operano a favore dei diritti di minori e donne, con progetti volti a prevenire e contrastare ogni forma di violenza.

Dopo il primo incontro del 7 novembre, dedicato al bullismo, il 28 novembre saremo di nuovo insieme agli alunni del Convitto Umberto I di Torino per affrontare il tema della violenza sulle donne.

Dopo una breve introduzione dei concetti principali, verranno proiettati dei video, realizzati ad hoc per il progetto, stimolando dialogo e confronto con gli alunni, così da evitare generalizzazioni e giudizi.

Perché se vogliamo costruire una società basata su rispetto e uguaglianza, allora è indispensabile fare prevenzione per i giovani.

Perché non si può tornare indietro, ma si può agire prima.

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