Fiducia in sé stessi dei bambini: come si sviluppa

Vediamo insieme come aiutare i bambini a generare fiducia in sé stessi, basilare per vivere un rapporto luminoso con mamma e papà e diventare poi adulti forti ed equilibrati.

La fiducia in sé stessi permette ai bambini di sviluppare due aspetti essenziali:

  • autostima
  • autoefficacia

fiducia in sé stessi

L’autostima ci permette di valutare noi stessi ed auto approvare il proprio valore personale attraverso il nostro sistema percettivo.

L’autoefficacia è un processo cognitivo chiave identificato dallo psicologo canadese Albert Bandura, famoso per il suo lavoro sulla teoria dell’apprendimento sociale.

L’autoefficacia è una capacità generativa che, orientando sinergicamente sotto abilità cognitive, emozionali, comportamentali e sociali, assolve scopi specifici.

Per aiutare i bambini a generare fiducia in sé stessi occorre lavorare su due aspetti precisi:

  • il contesto familiare
  • l’ambiente

La fiducia in sé stessi del bambino è direttamente proporzionale sia alla famiglia che all’ambiente perché attenzione, è connessa alla fiducia verso gli altri.

Contesto familiare

La famiglia è il pilastro della società, è sacra in quanto sigilla i valori più alti della vita come amore, solidarietà, accettazione, comprensione, ascolto.

Ambiente

L’imprinting viene dato dalla famiglia, l’aspetto più importante in assoluto, poi l’ambiente lo amplifica o inibisce attraverso l’interazione che il bambino ha con esso.

La fiducia in sé stessi, come detto prima, è connessa alla fiducia negli altri, permettendo ai bambini di crescere in maniera positiva e costruttiva.

Di riflesso, la mancanza di fiducia in sé stessi inibisce le potenzialità dei bambini e da adulti affronteranno la realtà in maniera negativa e poco costruttiva o in alcuni casi, anche distruttiva.

Quindi è fondamentale educare i bambini al senso di fiducia in sé stessi e negli altri.

Educare deriva dal latino educĕre, ovvero trarre fuori, condurre, due parole che come vediamo a breve, sono fondamentali.

Educare significa in primis aiutare il bambino a scoprire chi è (trarre fuori).

Viviamo in una società che ritiene normale chiedere ai bambini cosa vuoi fare da grande, mentre quasi nessuno gli chiede chi sei adesso.

L’essere viene prima del fare, altrimenti invece di educare stiamo addestrando.

Occorre far sentire al bambino che è importante come individuo, favorendo l’emersione della sua unicità, poiché nell’unicità dimora il nostro più grande valore.

fiducia in sé stessi bambini

Come si fa?

Occorre condurre.

Bene. Prima abbiamo detto che educare deriva dal latino educĕre, ovvero trarre fuori, condurre.

Come si conduce?

Solo in due modi:

  • con l’esempio
  • con i comportamenti

Per ogni bambino i genitori sono degli dei.

Ora, sostituiamo la parola dei con leader.

Leader è colui o colei che guida (lead = guidare) e per guidare chiunque, a maggior ragione i bambini occorre:

  • dimostrare di avere una direzione
  • agire con l’esempio

Dimostrare di avere una direzione

C’è una grande differenza fra condurre e dare ordini.

rapporto genitori figli

Nessuno segue chi dà ordini, invece tutti seguono chi dimostra di avere una direzione.

Se diamo ordini il bambino ci obbedisce, sia per paura di perdere l’appartenenza alla famiglia che ricevere punizioni.

Infatti quando obbediamo a qualcuno lo facciamo per convenienza, invece quando lo seguiamo lo facciamo per fiducia.

Avere una direzione significa dare fiducia al bambino, ovvero prendere una parte della fiducia in sé stessi e riporla nel bambino.

Questo aiuta il bambino a vedere i genitori come generatori di valore, quindi condottieri di vita.

Se prima non diamo fiducia allora non possiamo nemmeno pretenderla, altrimenti significa che stiamo imponendo al bambino ciò che non riusciamo a imporre a noi stessi.

Agire con l’esempio

Abbiamo detto che occorre dimostrare di avere una direzione.

Poi occorre saper guidare, quindi condurre.

Ora, nessuno fa quello che diciamo, bensì quello che ci vedono fare.

Ora attenzione, perché qui c’è un aspetto importante.

Non conta cosa pensiamo, sentiamo o crediamo, contano solo i comportamenti.

Se ci comportiamo male allora pensieri, sentimenti o credi benevoli sono scuse, poiché incoerenti con i nostri comportamenti.

Per i bambini i comportamenti dei genitori sono informazioni che prima vengono interiorizzate e poi diventano modelli comportamentali.

Se i nostri comportamenti sono costruttivi allora i bambini creano modelli costruttivi, sviluppando fiducia in sé stessi, autostima ed autoefficacia.

Se i nostri comportamenti sono distruttivi allora i bambini creano modelli distruttivi, a favore di sfiducia, scarsa autostima e scarsa autoefficacia.

Bene. Vediamo come dare una direzione ai comportamenti di modo che siano funzionali per:

  • creare un rapporto sincero, luminoso e leggero con i bambini
  • aiutarli a generare fiducia in sé stessi, autostima e autoefficacia

autostima

Qui ci sono due aspetti chiave.

1: Poche regole e chiare.

Troppe regole creano confusione, non è una questione di opinioni è semplicemente matematica.

Un numero eccessivo di regole crea burocrazia familiare.

Poche regole invece, oltre a trasmettere ordine riflettono anche dei valori.

Quando le regole sono poche significa che racchiudono il sistema valoriale della famiglia.

Ora, le regole non devono essere fredde norme burocratiche, bensì valori familiari che una volta espressi in comportamenti diventano regole

2: Mantenere sempre le promesse.

La promessa può essere fatta secondo due intenzioni:

  • come farmaco emozionale, con il quale noi genitori inibiamo un senso di colpa più o meno reale
  • per educare i bambini attraverso l’esempio, permettendogli di sviluppare sia fiducia in sé stessi che il giusto equilibrio fra impegno e ricompensa

Spesso accade che come genitori facciamo delle promesse funzionali più ai nostri sentimenti che alla crescita dei bambini.

Sappiamo di passare poco tempo con i nostri figli, quindi si tende a fare promesse per inibire emozioni come senso di colpa o addirittura vergogna.

Ed i bambini lo sentono, poiché sono dei recettori potentissimi.

Invece attenzione, le promesse sono uno dei veicoli più potenti per trasmettere i valori, permettendo ai bambini sia di assimilare quei valori che rispettarli attraverso l’esempio.

Bene. Le promesse sono la dimostrazione per eccellenza dei nostri comportamenti, poiché sono una dichiarazione di intenti alla quale deve seguire un’azione coerente.

Ora, le promesse essendo un potentissimo mezzo di comunicazione, sia tangibile che quantificabile, possono generare fiducia o tradimento, dipende se quelle promesse vengono mantenute o meno.

Spesso le promesse vengono viste come premio o ricompensa, invece una promessa è semplicemente quello che è, ovvero una prova di fiducia.

avere fiducia in sé stessi

Le promesse vanno mantenute, qui c’è poco da dire, indispensabile per aiutare i bambini a generare sia fiducia in sé stessi che verso gli altri.

È chiaro che non è facile essere genitori, nonni, zii, insegnanti, educatori.

Noi di Dare Voce al Silenzio non siamo migliori di te che stai leggendo, semplicemente facendo esperienza abbiamo visto i nostri errori come individui, poi insieme a diversi insegnanti abbiamo iniziato a cercare soluzioni.

Ecco perché è bene essere morbidi con sé stessi.

Condannarsi o giudicarsi severamente serve a poco, perché non è facile essere adulti, a maggior ragione genitori o insegnanti.

Spesso è proprio la sinergia fra adulti e bambini alla base della creazione di quel valore umano, che rende la famiglia il luogo sacro per eccellenza.

Impegniamoci ad ascoltare i bambini, a scoprire chi sono, così possiamo riscoprire quell’universo brillante che è ancora dentro di noi.

E insieme, grandi e piccoli, giocare sulle altalene della vita.

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